NOTIZIE GIORNALISTICHE

 

Tra i critici che hanno recensito le opere di Daniele Di Giuseppe segnaliamo: Antonio Castellana - Giancarlo Falconi - Maxs Felinfer - Valentina Mazza.

1999 “IL CENTRO D’ABRUZZO” Daniele Di Giuseppe premiato a Controguerra (1° Premio)

2001“IL MESSAGERO”  Daniele Di Giuseppe premiato a L’Aquila (PREMIO SPECIALE DELLA GIURA)

2002 La Rai “TVN”  Intervista ai partecipanti alla mostra nella chiesa della madonna delle grazie a Teramo.

2003 “ROMACE” Daniele Di Giuseppe alla Galleria di “il collezionista”

2005 "IL CITTADINO" Teramo

2006 “CITTA”  Teramo

2007 “ARTEROMAEUROPA” 

2007 “IL CENTRO”

2007 “CRONACA D’ABRUZZO” 

2008 RIVISTI “SPECCHIO economico” 1° Festival d’Arte Romano

2008 Dicembre “L’ARALDO a ABRUZZESE”

2008 gennaio “L’ARALDO a ABRUZZESE”

2009 “LA CITTA’” Trentotto artisti per “ illuminarte” Sant’Egidio

2011 LA RAI “7 GOLD” Inaugurazione Galleria Wikiarte speciale magazine LA 7GOLD

2019 Arte24 rete oro, Palazzo Ferrajoli "ARTE&CINEMA" che Arte24 trasmetterà su Rete oro

PREMIO-DONNA CONTEMPORANEA 2021 - MOTIVAZIONE CRITICA DI ANTONIO CASTELLANA SULL'OPERA VINCITRICE

Il cerchio della vita” dell'artista Daniele Di Giuseppe

2017 - olio su tela - cm 60x100

"Si tratta di un’opera in cui l’artista dà vita ad una rappresentazione visiva che è specchio della nostra realtà quotidiana che affronta senza timori, trasmettendo il senso più recondito dell’essere umano attraverso le sue sembianze espressive facendoci vivere da vicino il problema della violenza sulle donne. Inoltre è autore di un realismo esistenziale che rispecchia appieno l’emotività e la sensibilità della donna ritratta in primo piano colta in un momento di mestizia e di abbandono. L’opera riflette un’aura di profonda denuncia sociale ma vuole essere anche un urlo di disperazione, di impotenza di fronte ad una società che non presenta un modello da seguire, ma anche un’accusa nei confronti di chi offende la vita e tenta di annientarla, un manifesto dichiarante l’essenzialità delle cose che fermano il tempo e ci proiettano in un’altra dimensione. Questo lo porta inevitabilmente a definire in maniera incisiva quelli che sono i sentimenti e gli impulsi della protagonista. L’artista attraverso una ricerca di tipo psicologico affronta un viaggio all’interno del corpo e della mente umana ed è proprio a quest’ultima che si rivolge attraverso lo stato d’animo di chi affronta con sofferenza il proprio dramma interiore. Lo sciame di farfalle che svolazzano in lontananza inneggiano alla libertà, quella libertà di cui ogni donna ambisce da sempre. Inoltre la figura-simbolo che si slancia sul fondo del dipinto manifesta questa catarsi che sembra essersi compiuta forte dalla consapevolezza di avere i presupposti per potersi rialzare. L’opera di Di Giuseppe è costruita sulla nostra contemporaneità che molto spesso fa i conti con una realtà dolorosa dove incubo e concretezza sono considerati i mezzi per superare l’imparzialità e l’irrazionalità. Attraverso questa operazione l’artista da segno di grande maturità artistica dimostrandoci che la bellezza delle sue opere è frutto di un lungo processo creativo e ideativo. Anche la tecnica adottata permette la ricezione immediata di un percorso che ci guida verso la lettura dell’opera inviandoci ad una connessione profonda con la realtà nei termini di una comprensione intima e meditata. La scelta della gamma coloristica, soprattutto tendente al rosso, simboleggia uno stato di disperazione … che idealizza la fragilità umana. Proprio per questo la sua opera ha un’efficace intensità rappresentativa che risulta appassionante e commuovente nelle stesso tempo, cogliendo l’essenziale dei più profondi stati emotivi che nascondono riflessioni profonde. Ed è questo messaggio che Daniele Di Giuseppe vuole lanciare a chi osserva il suo dipinto, quello di evidenziare la sua idea personale di arte statuaria ma anche quella di una scelta esistenziale animata dall’amore autentico attento alla vita riscoprendo quei valori come energia manifesta nella quale l’uomo è immerso in partecipe rinnovamento e dal quale non deve mai distaccarsi.”

                                                                                                                                    Antonio Castellana - 2021

PREMIO città di New York

ANTOLOGIA CRITICA

"Daniele Di Giuseppe; Quando l'arte sa ascoltare la voce del cuore... "Pittore della luce cromatica" e trasfonde nelle sue tele un "lirismo pittorico" come espressione poetica di una sensibilità fatta di colori caldi che vanno dal rosso al viola all'azzurro cupo. Il suo figurativismo, estremamente lineare, costituisce la risultante di una riflessione e di un'espressione viva di profonda e precisa esigenza di rinnovamento. Le sue opere includono tematiche che vanno dalle "Maschere" alle "tentazioni" dai contenuti scenografici a sfondo metaforico. Nei suoi quadri, l'autore cerca di conseguire una singolare storicizzazione del suo tempo. Le sue opere si aggiudicano premi e riconoscimenti importanti. Ci fermiamo qui. L'arte va ammirata dal vivo. Va meditata. Va odiata. Va amata. Bisogna saper ascoltare i colori; udire i lamenti cromatici; audire ad alti contrasti: sentire i toni e i suoni delle luci che si infrangono. Le opere figurative di Daniele Di Giuseppe sono un esplosione di sensi che riportano al cuore. Il resto? Il significante di Eco o il mistero di Einstein; l'arte è mescolare tutto ciò che il mondo fa tesoro e attendere lo stile."

                                                                                                                                           Giancarlo Falconi, 2019

"Le maschere. cosa tenta di nascondere la realtà nelle sue presenze così abituali, così naturali ai nostri sensi? Quale altra dimensione altisonante abita al suo interno nell'attesa di essere scoperta e alzata come stendardo della sua grandiloquenza? Daniele Di Giuseppe ha fatto questa lettura, una linea metaforica che scorre sotto la pelle della quotidianità e la metamorfosi è sorprendente. i colori sgargianti, la forma marcata con l'insistenza di un tratto che mette il disegno in parità d'importanza con l'esaltato spettro cromatico. Un'opera che sfodera in ogni atto, in ogni "quadro" della scena, una forza scenografica a pari merito con la tematica, che dilaga di contenuti che vanno dal dramma alla parodia claunesca, mentre il pittore racconta, con il suo linguaggio, uno spettacolo di cui conosce dall'interno l'argomento: lo spettacolo chiamato vita.

Maxs Felinfer - mostra pittorica associazione Seblie, 2016

poster

Opera "TENTAZIONE": "Un quadro forte, dai colori accattivanti e che balza subito all'occhio quello di Daniele Di Giuseppe. Due corpi, riconducibili alle figure di Adamo ed Eva, perfettamente uniti e complici nella sfida al divino, rappresentata dalla mela, la più classica iconografia che la storia ricordi, ma anche perfettamente consapevoli delle conseguenze di quest'atto, corazzati per affrontare le ire funeste che il mondo e non più dio e pronto a infliggere a chi come loro ha osato sfidarlo. l'inferno che li circonda è sempre più lontano perché hanno dalla loro la serenità data dalla complicità delle loro anime."

 Valentina Mazza

2009 - olio su tela - cm 70x100