BIOGRAFIA

Daniele Di Giuseppe nasce il 12 febbraio 1974 a Nereto da una famiglia di operai il papà fa il fornaio e la mamma lo aiuta in negozio. Daniele è sordo dalla nascita.
Daniele di Giuseppe, Erede di una conosciuta famiglia bellantese, rappresenta con i suoi lavori il "pittore della luce cromatica" e trasfonde nelle sue tele un "lirismo pittorico" come espressione poetica di una sensibilità fatta di colori caldi che vanno dal rosso al viola  all'azzurro cupo. Il suo figurativismo, estremamente lineare, costituisce la risultante di una riflessione e di un'espressione viva di profonda e precisa esigenza di rinnovamento. le sue opere includono tematiche che vanno dalle "Maschere" alle "tentazioni" dai contenuti scenografici a sfondo metaforico. Nei suoi quadri, l'autore cera di conseguire una singolare storicizzazione suo tempo.
Una bella rivelazione questa "pittura" di Daniele di Giuseppe  che sviluppa tutto un mondo pittorico astrale, là dove la composizione personale raggiunge la perfezione formale.

TENTAZIONE

Tentazioni olio su tela 70x100

TENTAZIONE

un quadro forte, dai colori accattivanti e che balza subito all'occhio quello di daniele di giuseppe. due corpi, riconducibili alle figure di adamo ed eva, perfettamente uniti e comlici nella sfida al divino, rappresentata dalla mela, la più classica iconografia che la storia ricordi, ma anche perfettamente cosapevoli delle consequenza di quest'atto, corazzati per affrontarele le ire funeste che il mondo e non piu dio e pronto a infliggere a chi come loro ha osato sfidarlo. l'inferno che li  circonda è sempre piu lontano perchè hanno dalla loro la serenità data dalla comlicità delle loro anime.

 

Valentina Mazza


LE MASCHERE

poster 70x100

cosa tenta di nascondere la realtà nelle sue presenze così abituali, così naturali ai nostri sensi? Quale altra dimensione altisonante abita al suo interno nell'attesa di essere scoperta e alzata come stendardo della sua grandiloquenza?

Daniele D Giuseppe ha fatto questa lettura, una linea metaforica che scorre sotto la pelle della quotidianità e la metamorfosi è sorprendente. i colori sgargianti, la forma marcata con l'insistenza di un tratto che mette il disegno in partà d'importanza con l'esaltato spettro cromatico. Un'opera che sfodera in ogni atto, in ogni "quadro" della scena, una forza scenografica a pari merito con la tematica, che dilaga di contenuti che vanno dal dramma alla parodia claunesca, mentre il pittore racconta, con il suo linguaggio, uno spettacolo di cui conosce dall'interno l'argomento: lo spettacolo chiamato vita.

 

 

Maxs Felinfer